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Gay & Bisex

La dominazione inaspettata


di Membro VIP di Annunci69.it Liberamente28
15.06.2026    |    2.695    |    6 9.8
"La sua lingua iniziò ad accarezzarmi prima le gambe, poi piano piano si avvicinò e con le mani mi allargò ancora di più il buco del culo ormai voglioso e bagnatissimo e mi entro dentro quasi..."
Era una comune mattinata di metà settimana ed ero sul letto in assoluto relax. Mi aspettava una giornata fuori dai soliti ritmi del resto della settimana in cui il tempo sembra non bastare mai. Un caffè era proprio quello che ci voleva nella mia routine tranquilla e anche se dura poco anche quello è un momento di relax che adoro.
Apro il frigo: ho proprio bisogno di fare la spesa per la settimana e allora mi vesto in modo casual e dietro casa ho il supermercato in cui vado sempre. Non ho voglia di usare la macchina. Una passeggiata mi farà bene.
Quella mattina il supermercato non è affollato come i fine settimana e la poca presenza di altri avventori mi permette di scrutare negli scaffali e chissà... di farmi venire qualche idea su cose nuove da acquistare...
Mi permette anche di notare più le persone, il loro comportamento e curiosare su di loro.
Vicino al banco frigo noto una signora sui 50 in realtà non troppo appariscente ma che anzi è vestita in modo normale con un abito che non lascia vedere troppo le sue forme. Mi guarda e mi sorride e io ricambio per cortesia ma non faccio troppo caso al perché di quel sorriso. Magari mi conosce e io non mi ricordo di lei oppure era solo un gentilissimo sorriso di circostanza perché eravamo vicini nello stesso scaffale.
Non so il perché ma questa cosa mi aveva incuriosito e il fatto che avesse all'incirca dieci anni meno di me anche un poʻ colpito. Chissà chi era, chissà se mi conosceva e chissà se abitava nelle vicinanze...
Facciamo la fila alla cassa e lei é dopo di me. Esco con la mia spesa e dirigendomi verso casa noto che ha la macchina poco più in là e mi offro di caricare la sua spesa nel suo bagagliaio.
"Grazie, sei veramente gentilissimo. non vuoi un passaggio? So che siamo vicini e almeno ricambio il favore".
Adesso avevo capito... mi aveva già visto magari quando ero in cortile oppure in una delle mie passeggiate in zona. Aveva un sorriso bellissimo e anche se non era una modella non mi importava niente perché mi aveva fatto sentire a mio agio ed era molto gentile e carina nei modi.
Accetto di buon grado l'offerta del passaggio in macchina e mi accompagna a casa ma mentre la ringrazio e la saluto mi chiede: "Dai scarica la tua spesa, poi torna, che ti offro un caffè da me".
Subito ho preso questa proposta come un appuntamento ma poi ho pensato: impossibile, ha dieci anni più di me se non di più, magari è sposata, la sua è solo gentilezza e voglia di conoscere un vicino che aveva visto solo di sfuggita.
Accetto di buon grado e raggiungiamo il suo piccolo appartamento, in realtà un bilocale.
Mi siedo sul divano e lei mi serve un caffè buonissimo. Era gentilissima e davvero carina nei modi. Si siede accanto a me, forse troppo vicina a me per essere una semplicissima conoscenza e mentre mi alzo per rimettere la tazzina sul piano della cucina esclama improvvisamente: "hai un bel fisico e soprattutto un bel culo".
Il mio imbarazzo inizia a crescere anche se lei non sa la mia vera natura e sicuramente neanche la immagina... o forse sì... e non perde occasione per passare da dolcissima e gentilissima padrona di casa a qualcosa di più: "potresti toglierti i pantaloni e fartelo vedere meglio quel culo fantastico che hai?".
Rimasi prima impietrito ma poi anche sorpreso e eccitato da quella situazione inaspettata e così ci pensò lei... mi fece appoggiare al piano della cucina, mi tolse tutto, maglietta, pantaloncini, boxer e scarpe, mi accarezzò il culo, me lo schiaffeggiò e mi disse: "rimani così in piedi girato verso il muro che voglio ammirarti e fantasticare". Non potevo vedere che stava già toccandosi anche se era ancora completamente vestita...
"Vieni qua adesso, mettiti seduto sul divano così tutto nudo, torno subito" e se ne andò nella sua camera dove prese il telefono e intuì che stava parlando con qualcuno.
Fu un attimo, evidentemente era solo un segnale preparato da tempo e bussarono alla porta. Un uomo sulla cinquantina anche lui entrò, baciò sulla bocca quella che poi capì che fosse la sua compagna e poi le disse: "ecco perché ti amo, mi fai sempre sei bei regali, guarda che bella troia che ti sei portata a casa per noi"!
Rimasi interdetto, ecco perché mi aveva portato a casa sua. Ero il loro trofeo, il loro desiderio. Lei semplicemente esclamò: "puoi andartene se vuoi, ma sai che se non te vai sarai il nostro gioco e la nostra assoluta perversione".
Non potevo perdermi quell'occasione unica, era tanto che lo desideravo, era tanto che desideravo essere la schiavetta di una coppia e non me lo feci ripetere due volte: "se volete resto qui" e mi toccai il cazzo.
Lui disse semplicemente: "quello che ti stai toccando oggi non ti servirà, perché sarai nostra, sarai la nostra schiavetta, lo sapevamo cosa volevi e lo avevamo capito ogni volta che ti guardavamo passeggiando qui davanti".
Lei disse a lui: "amore non vedi che è seduta sul divano aspettando te? Fagli vedere cosa hai da offrirle. Aspetta solo te. Lui si avvicinò: "Troia, guarda cosa ho per te. Non esitare".
Non vedevo l'ora. Avevo la patta dei pantaloni davanti agli occhi, lui era in piedi davanti a me e in un secondo ho tirato fuori il suo cazzo perfetto perché di dimensioni normali e ho iniziato a baciarlo, leccare la punta, le palle e lui iniziava già a indurirsi al mio tocco. Inizio a leccare la punta e piano piano lo ingoio tutto mentre lui mi spinge la testa fino a strozzarmi. Mi stavo già bagnando il buchino in attesa di altro. Nel frattempo lei vedendo la scena si spogliò completamente e iniziò a toccarsi sul divano accanto a me toccandosi e gemendo. Era bagnatissima.
"Brava la nostra puttana, sei riuscita a fare eccitare così tanto lei, guardala ma non potrai toccarla perché sarai solo tu l'oggetto del nostro desiderio oggi".
Più vedevo lei con le dita nella figa che mi guardava più sbocchinavo lui con più foga.
Lei disse: "adesso però amore tocca a me giocare con questa troietta ubbidiente, mettila come piace a noi che te la preparo per bene".
Mi staccò dal cazzo del suo uomo e mi mi mise seduto sul bordo del letto e poi con foga e decisione si mise in ginocchio davanti a me e mi alzò le gambe larghe fino alle spalle permettendole di mettere il mio buchino a loro disposizione.
"Hai visto amore? Questa troia ha già la figa anale tutta bagnata. Poi ti ci farò giocare quanto vuoi ma prima tocca a me".
La sua lingua iniziò ad accarezzarmi prima le gambe, poi piano piano si avvicinò e con le mani mi allargò ancora di più il buco del culo ormai voglioso e bagnatissimo e mi entro dentro quasi scopandomi con la lingua. Aveva una lingua vorace e lunga che sentivo tutta dentro e il mio cazzo ormai era talmente duro che ero al limite. Si avvicinò con le due dita e mi inculò con le dita, due, tre. Ma ormai ero completamente a disposizione e aperto per loro.
"Amore te l'ho preparata per bene la nostra amica schiavetta non trovi? Cosa aspetti?" Esclamó lei alzandosi e baciando lui.
I miei occhi erano solo per il suo cazzo, volevo quel cazzo a tutti i costi.
Lui si avvicinò a me, mi alzò ancora di più le gambe e entro dolcemente ma con decisione dentro la mia figa anale ormai sbrodolante vogliosa e aperta.
Ogni colpo godevo come una troia come volevano loro. Lui che genera come un vero porco. Mi stava sfondando il culo completamente e io ne volevo sempre di più e lei che si godeva la scena con i suoi capezzoli durissimi, completamente bagnata e con ormai tre dita nella figa non vedendo l'ora di esplodere...
"Dai porco dai per favore, sfondami sfondami ancora. Cazzo non ti fermare ti prego", lo imploravo di non fermarsi mai e di riempiermi continuamente in quella posizione.
Mi toccai il cazzo. Avevo la figa completamente aperta e volevo sborrare e appena mi toccai schizzai su di lui che continuava a incularmi selvaggiamente.
Ad un tratto si staccò da me e andò dalla moglie per sborrarle in bocca ma non riuscii a trattenermi a bere quel liquido caldo di cui avevo bisogno fino in fondo e allora lo condivisi con lei. Non ne sprecammo una singola goccia, avevamo la gola piena di cazzo e di sborra e lei gli disse: "amore, il nuovo vicino ha soltanto fatto un piccolo assaggio, le prossime volte lo faremo divertire ancora di più, sarà il nostro giochino preferito e la nostra puttana ubbidiente"
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